Pagelle Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026: Del Toro perfetto, Tuckwell sul podio con grinta, Ayuso in crescita – Van Aert vince e saluta, Seixas cade e preoccupa
Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG), 10: Forte, forte, sempre più forte. E soprattutto, sempre più maturo. Il messicano mette nella sua bacheca, a 22 anni, una delle corse a tappe più prestigiose del calendario, aggiungendola alla Tirreno-Adriatico (e al meno blasonato UAE Tour) vinta giusto qualche settimana fa. Paga qualcosa nella cronosquadre, poi è sostanzialmente perfetto, tenendo la ruota dell’annunciato rivale Paul Seixas nel giorno in cui questi va all’attacco. Poi, il francese esce di scena e lui prende si tutto lo spazio che può prendersi, staccando tutti per due giorni di fila e celebrando il successo finale. Gli anni sono 22, si diceva, ma le vittorie in carriera sono già 29…
Luke Tuckwell (Red Bull-Bora-hansgrohe), 9: Che fosse un corridore di spessore, che sa come muoversi nelle pieghe di una corsa a tappe, si era già visto al Giro Next Gen 2025, chiuso al secondo posto dopo una settimana abbastanza simile, con la maglia da capolista difesa sì senza successo, ma con grande determinazione. Nella giornata che vale la vittoria del compagno di squadra Van Gils e la sua prima Maglia Gialla è stato protagonista eccezionale; poi, ha letteralmente dato tutto, riuscendo a salire su un podio che vale tantissimo.
Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), 8: Ormai non è più una scoperta, anche perché uno che è stato nella classifica finale di un Tour de France non può esserlo. Paga il terreno perso nella prima tappa, ma nel fine settimana sfodera grinta e classe, prima “riparando al danno” con una fuga che lo vede secondo all’arrivo e poi con due enormi prestazioni in salita (terzo di giornata in entrambe le occasioni, preceduto solo da due stelle come Del Toro e Ayuso).
Juan Ayuso (Lidl-Trek), 7,5: Proprio lo spagnolo ha lanciato segnali molto importanti, soprattutto in vista Tour de France. Accusa secondi di ritardo dagli altri grandi nomi nella prima sfida in salita, ma poi si prende il suo spazio sul palcoscenico, prima attaccando con coraggio e poi rimanendo, nell’ultima tappa, nel vivo dell’azione fino all’ultimo, seppur alle spalle di Del Toro. Chiude sul terzo gradino del podio, ma se ha ancora qualcosa da aggiungere al carico di forma, potrà essere sicuro protagonista della prossima Grande Boucle.
Alex Baudin (EF Education-EasyPost), 7,5: L’azione con cui apre la corsa è da applausi e gli vale, oltre che una prestigiosa vittoria di tappa, anche la possibilità di indossare il simbolo del primato. Il francese riesce poi a difenderlo fino alla sesta tappa, dimostrando grande generosità oltre che, soprattutto in occasione della cronometro, gambe di qualità. Le ultime tappe lo vedono andare in difficoltà, ma aveva già fatto tanto fino a quel punto.
Quinn Simmons (Lidl-Trek), 7,5: Che sia un pedalatore inesauribile si sa, ma in questo contesto riesce anche a centrare un successo di grande qualità, vincendo la volata di una fuga di notevole qualità complessiva. Non lesina impegno quando c’è da lavorare per i compagni di squadra ed è una delle note più liete di una settimana che ha visto la squadra tedesca tornare su livelli generali di preminenza in gruppo.
Maxim Van Gils (Red Bull-Bora-hansgrohe), 7,5: Si avvicinava alla corsa con tante incognite, considerando che rientrava dopo un infortunio grave, che lo ha tenuto fuori dai giochi a lungo. Ebbene, si può dire che la fase di recupero è andata molto bene, dato che chiude la sua partecipazione con una vittoria di tappa, peraltro in una delle giornate più esigenti della settimana, e con un prezioso lavoro per Tuckwell durante l’epilogo. Si candida, anche lui, per un dorsale al Tour de France: i tecnici della squadra tedesca avranno parecchie scelte complicate da fare…
Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), 7: Fa il suo, riuscendo a supportare il compagno di squadra Ayuso e rimanendo comunque in classifica, portando a casa un sesto posto che comunque fa buon brodo. Rimane l’impressione che, nelle corse a tappe di alto livello, gli faccia difetto qualcosa per riuscire a stare al livello dei migliori interpreti del settore.
Anthon Charmig (Uno-X Mobility), 7: Uno dei volti felici di una settimana che ha dato tantissimo spazio agli attaccanti di giornata. Il danese coglie con classe e puntualità l’occasione che gli si presenta in occasione della seconda tappa e aggiunge una vittoria di spessore al cammino di una squadra, quella norvegese, sempre più rilevante sul panorama internazionale.
Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike), 7: Nonostante non fosse al meglio a causa di una caduta in allenamento, il belga è comunque riuscito a lasciare il segno imponendosi in volata nella quinta tappa (e avrebbe probabilmente vinto anche la quarta se non fosse arrivata la fuga), ritirandosi poi il giorno seguente a causa del riacutizzarsi del dolore al gomito infortunatosi nella caduta.
José Felix Parra e Jan Castellon (Caja Rural-Seguros RGA), 7: Forse poco appariscenti, ma sicuramente regolari e redditizi, anche in chiave punti UCI, che per una formazione Professional sono sempre importanti. Parra chiude addirittura nono nella generale, per quello che è uno dei migliori risultati di carriera finora; Castellon chiude giusto due posizioni più indietro, completando comunque una “doppietta” di rilievo.
Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike), 6,5: Nella sua settimana c’è lo spunto che frutta la vittoria della cronosquadre, ma c’è anche una chiusura di settimana in calando. In particolare, l’ultima tappa lo vede in affanno, tanto da subire un ritardo di 100 secondi dal vincitore Del Toro e da scivolare addirittura giù dal podio. L’impressione è che “troppa salita ravvicinata” finisca per metterlo in difficoltà: il quarto posto finale è tutt’altro che negativo, ma lui e la squadra speravano in qualcosa in più.
Cian Uijtdebroeks (Movistar), 6,5: In una settimana poco propizia per la squadra, lui riesce comunque a raccogliere un piazzamento di buona qualità nella classifica finale, trovando anche il modo di farsi vedere nei momenti più concitati delle tappe di montagna. Rimane, però, un gradino sotto rispetto ai protagonisti più brillanti sul palcoscenico.
Cristian Rodríguez (XDS Astana), 6,5: In tema di scalatori regolaristi, lo spagnolo è un vero specialista del settore. Conclude la sua settimana con un notevole crescendo, facendo maturare un ottavo posto nella generale finale che è sicuramente risultato di peso.
Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech), 6,5: Il secondo posto nella prima tappa, che gli lascia anche una netta sensazione di occasione persa, e una grande dedizione alla causa, che gli permette di chiudere la settimana con un 13esimo posto finale che non è risultato trascurabile. I suoi margini di crescita sono ancora tutti da valutare, ma c’è l’impressione che si tratti di un corridore con prestazioni di grande spessore nelle gambe.
Guillaume Martin (Groupama-FDJ United), 6,5: Alla fine, dopo aver fatto ricorso alla consueta “mossa-Martin”, ovvero entrare in una fuga per raddrizzare la classifica generale, porta a casa un decimo posto finale che è risultato tutt’altro che disprezzabile e che porta anche un buon carico di punti UCI alla squadra, che finora in stagione non aveva raccolto granché.
Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United), 6,5: Lui in fuga prova ad andarci praticamente sempre e finisce per portare a casa, oltre a due piazzamenti nei primi 10 di giornata, anche la Maglia a Pois di vincitore della Classifica dei GPM. Tutto sommato, la fatica fatta ha dato i suoi frutti.
Nadav Raisberg (NSN Cycling Team), 6,5: L’andamento abbastanza rapsodico della settimana, con una sola “vera” volata gli permette di prendere la testa della Classifica a Punti a suon di traguadi volanti vinti. Difende la Maglia Verde con grande grinta e si mette in bacheca un trofeo che, per lui, vale davvero parecchio.
Lennert Jasch (Tudor Pro Cycling Team), 6,5: “Promosso” da poco fra i grandi, si conferma ragazzo da tenere d’occhio. In salita mostra buoni numeri e si regala un piazzamento finale nella seconda pagina della classifica generale.
Michael Matthews (Team Jayco AlUla), 6: Per lui era già importante riuscire a tornare in gara, dopo il tremendo incidente avuto in allenamento qualche mese fa. Gli andamenti delle tappe, poi, non gli hanno permesso di mettersi granché alla prova, e poi, di concerto con la squadra, ha deciso di esimersi dalla dura sequenza di finale. Il voto è di incoraggiamento, in vista dei prossimi impegni.
Marco Frigo (NSN Cycling Team), 6: Aveva annunciato che avrebbe provato a mettersi in evidenza con le fughe e in un’occasione ci riesce, concludendo la giornata all’attacco con un quarto posto di buona qualità. Parlando di attacchi da lontano, ormai è una garanzia.
Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), 6: Per la prima volta da quando si è rivelato al grande pubblico si ritrova dalla parte sbagliata della storia della corsa. Sembrava tutto pronto per un entusiasmante duello con Del Toro, ma un errore, da lui stesso definito “stupido” lo fa finire a terra nella parte iniziale della penultima tappa. La determinazione mostrata nel tener duro e nel voler provare comunque a partire il giorno successivo è senza dubbio encomiabile, ma, sul piano freddamente agonistico, la sua settimana si chiude con un nulla di fatto. Avrà tempo per rifarsi, a partire già dal prossimo Tour de France.
Carlos Rodríguez (Netcompany Ineos), 6: Qualche segnale di qualità per un corridore che in passato aveva toccato livelli notevolissimi e che da tempo, per vari motivi, fatica a tornarci. Qualcosa di buono si era già visto al recente Romandia, la speranza ora è che il tracciato di crescita prosegua.
Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), 5,5: Tornava subito in gara dopo la sfortunata uscita di scena, causa caduta, dal Giro d’Italia. La condizione non era probabilmente quella ideale per affrontare una corsa così selettiva: chiude nel lungo elenco dei ritirati.
Lorenzo Fortunato (XDS Astana), 5,5: Il cambio di programma che ha provato insieme alla squadra, con vista Tour de France, non ha dato frutti particolari, almeno in questo appuntamento. La condizione non è brillantissima, subentra anche qualche problema fisico e la sua partecipazione si chiude con il ritiro prima dell’ultima tappa.
Kévin Vauquelin (Netcompany Ineos), 5: Se l’era un po’ presa per le decisioni strategiche della squadra durante la cronosquadre, parlando dei secondi persi per aspettare Oscar Onley. Alla fine, però, non ha dato seguito alle sue ambizioni, accumulando ritardo nelle ultime due tappe e chiudendo abbondantemente fuori dalla prima pagina della classifica generale finale.
João Almeida (UAE Team Emirates XRG), sv: Dopo il virus che lo ha costretto a saltare il Giro d’Italia, il portoghese dimostra di dover ancora lavorare molto per tornare al suo meglio. In difficoltà sin dal primo giorno, il 27enne alza bandiera bianca alla vigilia della settima tappa, proseguendo quella che finora è una stagione no.
Ben Healy (EF Education-EasyPost), sv: Rientra dopo un infortunio complicato, ma l’impressione è che gli tocchi ancora parecchia fatica prima di poter ritrovare il colpo di pedale che lo contraddistingue.
Oscar Onley (Netcompany Ineos), sv: Altro ritiro per lo scalatore scozzese, questa volta a causa di una spaventosa caduta che, fortunatamente, non ha avuto conseguenze peggiori di una lussazione alla spalla. Un peccato, dato che fino a quel momento stava facendo una bella gara.
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